LuciANO guarda milANO

Il mio Ecuador

Venerdì,26 Ottobre, 2007 · Lascia un Commento

Il mio Ecuador è un’idea nuova, mi è venuta in mente quasi per caso, mentre pensavo e riflettevo sulle circostanze della vita, su come, a volte, a vivere la stessa situazione infinite volte vederla e rivederla ogni giorno, ci si fa quasi l’abitudine. La nostra vita di tutti i giorni spesso non ci aiuta a divincolarci tra le mille maglie che sono tessute intorno a noi.

Lessi un libro del collettivo di scrittori italiani Wu Ming non tanto tempo fa; all’epoca mi sembrò esagerata la loro visione: uno stato onnipresente e onnipotente, ma forse non è neanche uno stato, è solo una entità che praticamente da ai suoi “sudditi” tutto quello che vogliono, compresa la sensazione di essere estremamente liberi mentre in realtà è solo una strategia perchè il sistema rimanga in piedi.

Solo venti anni fa non avevamo la metà della tecnologia di oggi, le notizie sicuramente circolavano piu lente e per questo adesso crediamo di essere liberi informati ma niente di piu falso di questo è stato detto anzi, siamo perennemente impediti in tutti i nostri ex-sogni e ciò che ci circonda e’ uniforme. Nel ” Caimano”, Moretti dice che ormai quelli che volevano sapere hanno già avuto la possibilità di sapere se ne avevano voglia e non serve fare un film contro Berlusconi, tutti già sanno tutto e allora lui vorrebbe fare una commedia. Una ragazza gli risponde “bravo, allora vincerà di nuovo”. Lui dice, “no, lui ha già vinto, lui ha vinto 20 anni fa con le sue televisioni, allora, in quel momento ha vinto”. Non è proprio detto, avrei detto io, e noi siamo qua, facendo il nostro, “dandole a la vida”.

Il mio Ecuador è un po’ la storia della mia permanenza qui, praticamente certo, ma anche la tentata analisi di come stare in un paese che non è il tuo, vivere in una cultura che non è la tua, possa cambiare il tuo modo di pensare, possa a volte permetterti di accorgerti che quello che ti hanno propinato in 20 anni della tua vita è forse solo un puntino invisibile di fronte alla vita che abbiamo di fronte.

Il mio Ecuador è la storia di questi mesi, dei miei giorni e dei miei incontri, è la storia della bellezza che non c’è piu, ma è proprio dal ricostruire la bellezza che dobbiamo partire, come recita l’attore che impersona Peppino Impastato in una scena del film “I cento passi”.

Il mio Ecuador non è solo uno ma tanti, dipendendo a volte dal mio stato d’animo e, tristemente, talvolta, da quello di altre persone.

Takikuni1

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Categorie: dall'Ecuador

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