Aqui estamos, è passato un anno e mi sembra ieri che atterravo al Mariscal Sucre di Quito, il dodici ottobre del duemilasei. Un anno ..azz.. Mi pariri aiseu.
Allora mancavano tre giorni alle elezioni, unu giobia, le elezioni sarebbero state la domenica. Diversamente da ciò che succede da noi, qui si vota solo la domenica, dalle otto alle 17. Il voto è obbligatorio e segreto. Se ti vuoi aprire un conto in banca ti chiedono la tessera che dimostra che hai votato e se non l’hai fatto devi pagare una leggera multa. Se ti vuoi iscrivere all’università devi avere votato altrimenti paghi una multa e alcune università se non hai votato non ti prendono neanche se paghi. Anche qui naturalmente ci sono le classiche figure del segretario, dello scrutatore e via dicendo ma non è così ambito come da noi fare quel lavoro anche solo per un giorno, anzi è un gran scassamento…. E’ obbligatorio, è un compito che spetta ai professori, universitari o di primaria o secondaria e non puoi rifiutarti, il tutto è completamente gratuito, non ti danno una lira che per noi sarebbe strano ma è così.
Da quel dodici di ottobre ci sono state almeno 3 o quattro elezioni, ho perso il conto. Un’altra cosa che risulterà simpatica o strana a molti è la “ley seca”. Le elezioni sono la domenica, dal venerdì alle quattordici sino alla stessa ora del lunedì è vietato vendere comprare consumare alcolici ed è questo il fine settimana più morto dell’anno per le strade della zona locali, Mariscal o Guapulo. Ogni elezione ci sono centinaia di arresti per tale motivo anche se naturalmente ognuno ha il suo negoziante di fiducia. Non vale dire al supermercato “io sono straniero non voto” non c’è verso.
Le ultime elezioni si sono svolte neanche un mese fa, per la formazione di un’assemblea costituente. Ogni volta il popolo si riunisce nella tribuna della Shirys, si monta in gran fretta un palco, bloccato il traffico e via a “baddai e cantai” con Correa spesso sul palco ad intonare Compañero Che Guevara. È sicuramente un momento importante per l’America del Sud, molti cambiamenti e capi di stato che la vorrebbero far finita con tanti soprusi che per secoli hanno impoverito queste zone della nostra Pacha Mama.
Takakuni1