LuciANO guarda milANO

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Ecuador prima puntata

Venerdì,26 Ottobre, 2007 · Lascia un Commento

Forse farò un viaggio a ritroso visto che sono qui da più di un anno e piano piano rielaborerò tutto il trascorso anche le cose che non voglio ricordare che tengo chiuse dentro un cassetto in un armadio anche se non sono scheletri ma solo ricordi. Cercherò di non usare il punto e virgola per ricordare a modo mio Vonnegut. uno due tre, si parte.

Arrivare a Quito non è troppo diverso da arrivare in qualsiasi altra città metropoli perchè soprattutto all’inizio ti sembrano tutti uguali tuttavia anche se gli aeroporti del mondo si somigliano un po’tutti, non si può fare a meno di notare che quello della capitale dell’Ecuador sembra troppo piccolo per una città in cui vive forse almeno un milione e mezzo di persone

Il perché non lo si capisce che dopo un periodo di residenza nel Paese; solo dopo aver visto la realtà quotidiana delle persone, la lotta giornaliera per un piatto di brodo di gallina o una manciata di riso in bianco, le eterne peregrinazioni e richieste dei bambini di 6 anni che cercano disperatamente di venderti un pacco di gomme da masticare o una sigaretta a tutte le ore del giorno bambini che sono alti settanta centimetri ma al semaforo lavano il vetro di fuoristrada alti due metri bambini che ti chiedono una moneta mentre compri le sigarette e quando gli chiedi cosa vogliono ti compro qualcosa da mangiare va bene una caramella ti dicono no solo vorremmo due limoni a testa e perchè li vogliono ti chiedi tu.. per fare i giocolieri al semaforo perchè quel giorno non hanno voglia di lavare i vetri e anche loro cercano qualcosa di nuovo condannati a lavorare in un secolo in cui forse molti di noi pensavano che il lavoro minorile fosse solo nei libri di Dickens e quindi nel secolo scorso.

La ragione delle dimensioni dell’aeroporto si fa ogni giorno che passa più chiara e la possiamo individuare nel fatto che solo pochissimi abitanti di questo Paese possono permettersi di prendere un aereo. Pochissimi. Gli altri sono condannati a soffrire.

Takikuni1

Categorie: dall'Ecuador

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Venerdì,26 Ottobre, 2007 · Lascia un Commento

Cari lettori, grazzi che leggete. E scrivete tutti, cani e sorci. E non scrivete solo le lettere omonime, senza l’emittente, che poi io rispondo ugualmente (basta non mettere l’indirizzo e imbucare la lettera). A me mi arrivano veramente miglia e miglia di lettere. 

Takikuni1

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